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    February 11

    Why be extraordinary when you can be yourself?

    "Ricerca di se stessi. Rappresentare se stessi. Disimparare per riprogrammare la nostra vita. Perché la vita è un meraviglioso caleidoscopio di mille azioni semplici, normali, eppure assolutamente uniche, come è unico ciascuno di noi. È la nostra intrinseca unicità a renderci straordinari proprio nella "normale" quotidianità. Non serve cercare di essere eccezionali, i migliori, gli insuperabili: lo siamo già! Solo che lo abbiamo dimenticato. E dal quotidiano nasce l’arte. Ogni espressione della vita è in sé una danza: ogni movimento, anche il più impercettibile dei sussulti può diventare esteticamente "bello" semplicemente se guardato e riprodotto. La vita altro non è che lo scintillio di idee, sogni, progetti, realizzazioni, delusioni e conquiste che si affastellano nella nostra mente, nel nostro io."  Daniel Ezralow mette in scena la follia, la gioia e il dolore che ci rendono vivi e unici, per rappresentare attraverso la danza – la forma d’arte forse più istintiva e ancestrale – le idee che si sovrappongono, le occasioni che si manifestano, le scelte che ne conseguono, il tema che caratterizzerà la vita di ciascuno di noi.REAL PEOPLE DANCE: i ballerini sono i primi a rappresentare se stessi, persone "normali" che sono riuscite ad affermare se stesse e le loro aspirazioni. Marcus, Erin, Djassi, Ryan, Santo, Roberta… artisti in cui ogni spettatore può riconoscersi, incarnando l’oggetto stesso dello spettacolo. A condurre la scena è la semplice invenzione, che senza soluzione di continuità lega i quadri che costituiscono lo spettacolo, animato anche dalla creatività personale dei ballerini, espressa attraverso un’improvvisazione studiata e poi realizzata.Insomma, l’occhio di Daniel Ezralow diventa la nostra lente di ingrandimento. Ciò che abbiamo dimenticato di guardare, perché è ogni giorno sotto i nostri occhi, torna a essere protagonista, svelando la meraviglia rimasta sepolta sotto la nostra abitudinaria indifferenza. "Guarda. Ascolta. Pensa. Fai", ama ripetere Ezralow ai suoi ballerini, "Non nascondetevi dietro la vostra tecnica: la tecnica non è un fine, ma un mezzo per esprimere voi stessi".
     
    Why be extraordinary when you can be yourself-Daniel Ezralow
    February 02

    .....

    Non so perche, ma non riesco proprio a formulare un qualcosa di decente da dieci giorni a questa parte...perche? Non mi sono mai mancate ne le idee, ne tantomeno le parole, pero veramente non riesco a formulare niente di importante o di decente da leggere...oltre alle idee, mi manca la voglia di scrivere...strana specie quella umana...vorrà dire che vi lascerò con una dedica..

     

    Perchè io sono la prima e l'ultima,

    Io sono la venerata e la disprezzata,

    Io sono la prostituta e la santa,

    Io sono la sposa e la vergine,

    Io sono la mamma e la figlia,

    Io sono le braccia di mia madre.

    Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,

    Io sono la donna sposata e la nubile,

    Io sono colei che dà alla luce e colei che non ha mai procreato,

    Io sono la consolazione dei dolori del parto,

    Io sono la sposa e lo sposo,

    E fui il mio uomo che mi creò,

    Io sono la madre di mio padre,

    Io sono la sorella di  mio marito,

    Ed egli è il mio figliol respinto.

    Rispettatemi sempre,

    Poichè io sono lo scandalo e la magnifica.

    ( Inno ad Iside, III sec. o IV sec. ritrovato a Nag Hammari.)