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    November 19

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    Respiro...una, due, tre, più volte...faccio respiri profondi, quasi a catturare più ariapossibile e dare al cerello la giusta dose di ossigeno. Faccio questo perchè sento come se il cervello, la parte razionale di me mi avesse abbandonato. Respiro di nuovo. Dopo aver letto il tuo consiglio lo sto facendo...STO RESPIRANDO...per te...perche ti voglio bene e ti ascolto. Questo respirare pero mi fa girare la testa, penso di non essere più abituata a farlo. Sai perchè sto faceno dei respiri profondi?? Perchè cerco di dare più ossigeno del solito al mio cervello? Perchè è come se mentre io cerco di arrancare in avanti, lui se ne stia li a fare il nulla, deciso a non collaborare. Mi accorgo di questo dal momento in cui è un sacco di tempo che guardo le schermo alla ricerca di qualcosa, alla ricerca delle parole giuste, delle frasi giuste. Mi sono ricordata di avere un intervento fatto mesi fa, e è rivenuto a galla il problema che più mi da fastidio...non riesco mai a portare a termine una cosa...MAI!! Te lo dico perchè circa un mesetto fa ho deciso di scriverti delle lettere, perchè voglio che tu conosca aspetti di me che neanche io so di avere. Lo faccio perche so che non mi tradirai...almeno lo spero. Ero partita con le migliori intenzioni, ma poi mi sono tirata indietro...Codardia? Pigrizia? Paura? Non te lo so dire, ma so che un giorno le avrai...cioè quando finiro di scriverle te le daro..ma penso che passerà moltissimo tempo dato che la mia mente è come bloccata in una ragnatela...li, ferma e priva di vita....me lo trascino dietro come fosse il mio fadrello. Anzi, è il mio fardello. Ho sempre seguito la testa, in tutte le decisioni che fino ad ora ho preso. Non mi sto lamentando sia chiaro, ma ora che cipenso è vero. Ha sempre prevalso la razionalita alle sensazioni...forse è cosi che deve andare..non lo so..so solo che alterno momenti di pura lucidita, a momenti in cui penso di essere una bambina che scopre il mondo per la prima volta...ora reisco a pensae, ora no..ora ho pensieri, tra poco no...e come sempre, anche adesso sento che si è stancato..ora il cervello prevale su tutto il corpo...solo perchè tu lo sappia..RESPIRO...ma sono già stanca di farlo...

     
    Il tempo passa. Anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera diseguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa. Persino per me.

    New Moon - Stephenie Meyer

    November 07

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    Per la prima volta dopo tanto tempo riesco ad avvertire il movimento rotatorio della terra sotto i miei piedi. Lo sento cosi fortemente che mi impedisce di pensare lucidamente, mi annebbia la vista, mi fa girare la testa e quasi mi fa svenire. Tutto attorno a me sta cambiando, di nuovo, e mentre vedo i miei amici lontani, mi sembra irrangiungibile la meta che loro hanno conquistato. Guardandomi allo specchio vedo riflessa non me stessa come dovrei e vorrei essere, ma una me stessa ancora profondamente bambina, che si nasconde in camera quando non vuole litigare, che ci rimane male per un invito negato, che desidera rimanere intrappolata nel preciso istante in cui raggiunge la felicità. Non voglio rimanere rinchiusa in questo lasso di tempo, perchè a dirla tutta mi fa veramente schifo, pero vorrei tornare indietro di poco, quanto basta per riprovare quella sensazione di finto benessere di cui parlavo qualche tempo fa, quando si rideva tutti insieme per la minima stupidaggine, si vedevano i film e si mangiavano schifezze, si pensava di meno, ci si preoccupava di meno e ci si voleva bene senza riserve. Queste sono tutte cose che ancora facciamo, ma stanno come perdendo quella magia che avevano prima. Stiamo crescendo, tutti quanti, e state tutti guardando avanti, mentre io vi osserbo crescere! Sembra di essere al mare a fare un immersione...una bambina che osserva i pesci che vagano nell'immensita del mare...e li invidia un po...perche non fanno vedere di stare male, o si sentirsi oppressi..come puo d'altronde un pesce sentirsi oppresso? Faccio progetti, penso al mio futuro, ma non riesco a vivere al meglio il presente...Cicerone afferma che una buona vecchiaia consiste in una giovinezza spesa bene. Non poteva esistere cosa piu saggia...ma che vecchiaia avranno quelli che come me cercano disperatamente di sfruttare al meglio la vita che si ha, invano? Guardo avanti, vorrei andare avanti, ma invece di fare un passo avanti ne faccio tre dietro. Molto probabilmente la mia è paura...paura di fallire, paura che il vincere mi renda diversa, paura di perdere amici e di conquistarne di nuovi di sicuro non all'altezza dei precedenti. Sono veramente un fifona se penso al mio futuro. Ho grandi aspettative, grandissime aspettative, e mentre davanti agli altri faccio sembrare che sono capace di qualsiasi cosa, di realizzare ogni mio desiderio, dentro mi sento ogni volta come se dovessi andare a morire. Mi convinco gia da sola che non realizzero mai in pratica cio che voglio in teoria. Come se fosse una sorta di protezione per la mia anima gia abbastanza messa male. Mi preparo al peggio per poi avere il meglio. Una sola domanda tormenta la mia mente: QUANDO MAI ARRIVERA IL MEGLIO PER ME, CIO DI CUI HO VERAMENTE BISOGNO? Non mi reputo una ragazza sfortunata. Ho una bella famiglia che mi ama, degli amici fantastici di cui non potrei desiderare di meglio...ma sento come la mancanza perenne di qualcosa. Un qualcosa che potrebbe veramente dare una scossa al mio essere e che mi faccia smettere di trattenere il fiato. Ecco cosa faccio io: invece che respirare la vita, sto perennemente in apnea...non lascio andare via neanche la minima bollicina d'aria. Forse ho bisogno di aiuto, molto probabile...ma non lo chiedero mai...è una sorta di aiuto che deve arrivare da solo da qualcuno che non mi aspetterei mai. I miei amici non mi possono aiutare. So che farebbero tutto per me, ma questo non rientra nelle loro capacita. Loro sono dei medici generali, io ho bisogno di un chirurgo. Tutto gira, ma stavolta è troppo veloce e non riesco ad afferrare il tempo, non riesco ad aggrapparmi..o forse semplicemente non voglio neanche combattere...sono certa che quando tutto si fermera e io rileggero tutto cio che ho scritto mi sembrera stupido e deprimente...solo perche allora saro tranquilla... 

     
    ... In quel momento apparve la volpe.
    "Buon giorno "disse la volpe.
    "Buon giorno"rispose gentilmente il piccolo principe, ma voltandosi non vide nessuno.
    "Sono qui, sotto al melo".
    "Chi sei?".
    "Sono una volpe".
    "Vieni a giocare con me, sono così triste" le propose il piccolo principe
    "Non posso giocare con te, non sono addomesticata"
    "Ah scusa"disse il piccolo principe
    e dopo un momento di riflessione soggiunse"Che cosa vuol dire addomesticare?"
    "Non sei di queste parti tu, che cosa cerchi?"
    "Cerco gli uomini..Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"chiese il piccolo principe
    "Gli uomini hanno dei fucili e cacciano.é molto noioso. Allevano anche delle galline, è il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
    "No, cerco degli amici. Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"disse il piccolo principe
    " è una cosa da molto dimenticata, vuol dire creare dei legami"
    "Creare dei legami?"
    "Certo, tu fino ad ora per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini, e non ho bisogno di te, e neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l uno dell altro.tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo"
    "comincio a capire..c è un fiore..credo mi abbia addomesticato.."
    "è possibile, capita di tutto sulla terra"
    "oh..non è sulla terra..su un altro pianeta""ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
    "no"
    "e delle galline?"
    "no"
    "non c è niente di perfetto, la mia vita è monotona.io do la caccia alle galline e le galline danno la caccia a me.tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano.e io mi annoio perciò.ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata.conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.gli altri passi mi fanno nascondere sotto la terra.il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.e poi guarda!vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano?io non mangio il pane e il grano, per me è inutile.i campi di grano non mi ricordano nulla.E questo è triste per me!ma tu hai dei capelli color dell oro.allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato.il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.e amerò il rumore del vento nel grano...per favore, addomesticami"
    "vole non ho molto tempo però.ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose.."rispose il piccolo principe
    "non si conoscono che le cose che si addomesticano..gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.comprano dai mercanti le cose già fatte.ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.se tu vuoi un amico, addomesticami!"
    "che bisogna fare?"domandò il piccolo principe
    "bisogna essere molto pazienti..in principio tu ti sederai un pò lontano da me, così nell erba.io ti guarderò con la coda dell occhio e tu non dirai nulla.le parole sono una fonte di malintesi.ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino.."
    il piccolo principe tornò l indomani
    e la volpe disse"sarebbe stato meglio tornare alla stessa ora;se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle 4, dalle 3 io comincerò ad essere felice.col passare dell ora aumenterà la mia felicità.quando saranno le 4 comincerò ad agitarmi e ad inquietarmi;scoprirò il prezzo della felicità!ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...ci vogliono i riti"
    "che cos è un rito?"chiese il piccolo principe
    "anche questa è una cosa da tempo dimenticata..è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un ora dalle altre ore"
    così il piccolo principe addomesticò la volpe, e quando l ora della partenza fu vicina...
    "ah..piangerò.."d la volpe
    “la colpa è tua, io non ti volevo fare del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi”disse il piccolo principe
    “è vero”disse la volpe
    “ma piangerai!”disse il piccolo principe
    “è certo”disse la volpe
    “ma allora che ci guadagni?”
    “ci guadagno il colore del grano.va a rivedere le rose.capirai che la tua è unica al mondo.quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”
    Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
    “voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente.nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno.voi siete come era la mia volpe.non era che una volpe uguale a centomila volpi.ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo”
    E le rose erano a disagio.
    “voi siete belle, ma siete vuote.non si può morire per voi.certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei lei sola,è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata.perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro.perchè è lei che ho riparata col paravento.perchè su di lei ho ucciso i bruchi(salvo i due o tre per le farfalle).perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacare.perchè è lei la mia rosa”
    E ritornò dalla volpe
    “addio”disse
    “addio” la volpe”ecco il mio segreto.è molto semplice :non si vede bene che col cuore.l essenziale è invisibile agli occhi”
    “l essenziale è invisibile agli occhi”ripetè il piccolo principe per ricordarselo
    “è il tempo che tu hai perduto per la mia rosa che ha fatto la tua rosa così importante”
    “è il tempo che ho perduto per la mia rosa...”
    Sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
    E seduto sull erba..piangeva...